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Stress lavorativo: un sintomo da ascoltare

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Dott.ssa Federica Elia

Cara Dottoressa Federica,

Mi chiamo Marco e ho 35 anni. Da alcuni mesi, sto affrontando un periodo particolarmente stressante nella mia vita a causa di un accumulo di responsabilità sia a lavoro che in famiglia. Di recente, ho notato che questo stress sta influenzando non solo il mio umore, ma anche le mie relazioni e il mio benessere generale. Sono un ingegnere informatico e il mio lavoro richiede molta concentrazione e lunghe ore davanti al computer. Ultimamente, però, trovo sempre più difficile mantenere la concentrazione e mi sento facilmente sopraffatto dai compiti, anche quelli che prima consideravo semplici. Questo mi porta a lavorare fino a tardi, riducendo così il tempo che posso dedicare alla mia famiglia e agli amici. Inoltre, ho notato che sto diventando sempre più irritabile. Piccole cose, che prima ignoravo, ora mi fanno perdere la pazienza. Questo mi preoccupa molto perché non voglio che le mie reazioni influenzino negativamente le persone a me vicine, soprattutto mia moglie e i miei due figli piccoli. Mi rendo conto che ho bisogno di trovare un modo per gestire meglio lo stress e ritrovare un equilibrio nella mia vita, ma non so da dove cominciare. Ho pensato che la meditazione o lo yoga potrebbero aiutarmi, ma trovo difficile trovare il tempo e la motivazione per iniziare. Spero di poter ricevere qualche consiglio su come affrontare questo periodo difficile e su come posso migliorare la mia salute mentale e il mio benessere generale. Qualsiasi suggerimento o strategia sarebbe molto apprezzato. Grazie mille per il tuo tempo e la tua attenzione.

Marco

Caro Marco,

accolgo con interesse la tua richiesta, con la quale hai già fatto un primo passo (spesso non facile ma necessario): esporti e chiedere aiuto.

Chiedere aiuto è il primo segnale che indica la presenza di una “parte sana” interna al nostro Se’. Ed è a quella parte sana che dobbiamo fare appello.

Quello che ti sta accadendo ha il sapore di una fase critica, e per “crisi” dobbiamo intendere letteralmente il bivio da cui si dirama una possibilità. La possibilità che tu hai è quella di registrare dentro di te dei bisogni nuovi, la possibilità di non andare più avanti solo per inerzia o per senso del dovere, la possibilità di ascoltarti meglio.

Il tuo malessere è in questo senso un sintomo importante che va ascoltato e

interpretato, perché portatore di un significato. Approfondire con uno specialista questo “segnale” potrebbe aiutarti a scoprire qualcosa di te e aprirti delle nuove possibilità, magari un nuovo modo di stare al mondo, più soddisfacente.

Tu parli di equilibrio, ma sembri intossicato di lavoro, di ore al PC, di numeri

(ingegneria). E la tua vita intanto sfugge via… perché la vita è fatta di relazioni, di emozioni che quel PC non può soddisfare totalmente. Potresti scoprire che il Dovere si sta prendendo troppo spazio nella tua mente (Dovere e senso di Colpa spesso vanno insieme), e potresti chiederti perché ti stai inconsciamente punendo, oppure potresti interrogarti sugli aspetti difensivi di questo stile di vita: a volte lavorare all-day-long porta un vantaggio secondario, ossia “permette” di non fare i conti con qualche aspetto controverso o doloroso delle proprie relazioni interpersonali o di sé stessi.

Ti ritrovi a ” fare tanto” ma a pensare poco, ad esistere poco.

Quando la concentrazione cala, tu non sei più centrato su quel che stai facendo. Sei altrove. Dove se ne vanno i pensieri? Prova a seguirli e non a contrastarli, resta in contatto con quello che provi. Potresti rintracciare dei bisogni fondamentali per te. ln ogni caso, prova a riflettere sul fatto che tu non stai solo togliendo tempo ed affetto ai tuoi cari, ma stai privando te stesso del diritto ad una vita affettivamente piena, in quanto sei al momento sbilanciato sulla parte razionale e improntata al dovere a scapito di quella emotiva e dedicata al piacere.

Il consiglio è sempre quello di iniziare a lavorare su queste dinamiche assieme ad una figura professionale specializzata in Psicoterapia. Il sintomo è quello che si mostra e si fa sentire affinché ci possiamo occupare di ciò che vi è nascosto sotto, a livelli meno coscienti.

Un caro abbraccio,

Dottoressa Elia

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