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Allergie alimentari: come riconoscerle e vivere meglio

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Dott.ssa Giulia Ricci

Gentile Dottoressa Giulia Ricci,

mi rivolgo a lei in cerca di consulenza riguardo a sintomi che sospetto possano essere correlati alle allergie alimentari. Ho notato che dopo l'ingestione di determinati cibi, ho avuto reazioni indesiderate come prurito e a volte anche problemi gastrointestinali. Ho letto che qualsiasi alimento può scatenare una reazione allergica, ma anche che questi sintomi possono essere causati anche a molte altre patologie...insomma sono confusa! Vorrei sapere quali ricerche fare per identificare il problema che ne è alla base. Ho sentito parlare della sua esperienza nella diagnosi delle allergie alimentari e mi piacerebbe avere la sua consulenza per affrontare al meglio questa situazione. Grazie anticipatamente per la sua attenzione, e resto in attesa di ricevere indicazioni su come procedere.

Cordiali saluti
Laura

Rispondiamo alla domanda di Laura…

La lettera che avete appena letto è stata inviata alla casella mail della nostra allergologa dalla Signora Laura che, come moltissime persone, soffre di sintomi aspecifici come mal di pancia, gastroenteriti, pruriti vari e vorrebbe saperne la causa per affrontare il proprio problema.

Nel rispondere a Laura, cogliamo allora l’occasione per esplorare nel dettaglio l’iter per identificare, diagnosticare e trattare le allergie alimentari, offrendoti una guida completa basata sulle informazioni fornite dalla nostra specialista in allergologia, la Dottoressa Giulia Ricci.

Principali allergeni e reazioni più comuni

Iniziamo col dire che ogni reazione indesiderata che si verifica dopo l’assunzione di cibo può essere considerata una reazione avversa: quindi, non è determinante la gravità ma il disagio che la persona prova.

Le reazioni indesiderate possono

  • Derivare da sostanze che hanno contaminato il cibo a nostra insaputa.
  • Dipendere dalla quantità ingerita visto che ognuno di noi ha delle “soglie” di tollerabilità superate le quali si presentano dei sintomi: ad esempio può capitare che, pur non avendo una vera e propria allergia, se mangio latticini ogni giorno o in grandi quantità io possa avere dei disturbi.
  • Rientrare nelle reazioni da ipersensibilità: classificate come allergiche o di intolleranza.

È importante notare che praticamente qualsiasi alimento può scatenare una reazione allergica ma i principali “colpevoli” sono i cibi che includono: 

  • Latte
  • Uova
  • Arachidi
  • Crostacei
  • Vegetali e alcuni frutti come il kiwi e l’ananas

Le manifestazioni cliniche delle allergie alimentari sono varie e possono coinvolgere

  • La pelle: orticaria associata o meno a gonfiore
  • L’apparato respiratorio: tosse, sibili, difficoltà di respirazione, lacrimazione, occhi rossi, ostruzione nasale, rinorrea ovvero il “naso che cola”, starnuti
  • Il tratto gastrointestinale: nausea, meteorismo, dolori addominali o crampi, vomito e diarrea.

Solo nei casi più gravi si può arrivare a reazioni sistemiche come lo shock anafilattico.

Tali sintomi si manifestano generalmente a breve distanza di tempo dall’assunzione dell’alimento, solitamente entro pochi minuti o un’ora. La tempestiva identificazione e diagnosi sono fondamentali per la gestione efficace di queste reazioni.

 
Diagnosi precisa: metodo e procedimenti

Per individuare le allergie alimentari, la Dottoressa Giulia Ricci segue uno specifico iter diagnostico che include Skin Prick Test e Patch Test, oltre a test in vitro per dosare le IgE totali e specifiche, ovvero verificare la concentrazione di immunoglobuline che, se alta, indica una reazione allergica in atto.

I risultati di questi test consentono una diagnosi accurata, guidando la strategia terapeutica successiva.

Gli Skin Prick Test sono un rapidissimo metodo di screening che utilizza estratti alimentari per identificare reazioni allergiche respiratorie provocate, per esempio, da pollini, peli di animali, acari della polvere e muffe, o di un’allergia alimentare. La lettura viene effettuata dopo 15-20 minuti e si considera positiva una reazione che causa pomfi (grandi bolle simili alle punture di zanzara tigre) con un diametro superiore ad almeno 3 mm.

I Patch Test sono utilizzati per la diagnosi delle dermatiti allergiche da contatto, servono per evidenziare un’allergia sistemica al nichel, al cromo e al cobalto, contenuto negli alimenti. L’esecuzione del test consiste nell’applicazione sul dorso della persona delle sostanze a cui va verificata l’allergia, opportunamente diluite e preparate a limitate concentrazioni; queste sostanze vengono posizionate in cellette fissate con cerotti (patch, da qui il nome). I patch vengono tenuti per 48 ore prima della rimozione e della lettura.

 
Strategie terapeutiche e gestione continua

Una volta diagnosticata l’allergia alimentare, la Dottoressa Ricci sviluppa una strategia terapeutica personalizzata, basata sulla prevenzione attraverso una dieta di eliminazione e il trattamento sintomatico delle manifestazioni cliniche. Questo approccio mira non solo a gestire i sintomi ma anche a fornire una guida per uno stile di vita sano e senza preoccupazioni legate alle allergie alimentari.

Speriamo che questa risposta sia stata utile per Laura e per tutte le persone nella stessa condizione e che fornisca una panoramica chiara sull’identificazione delle allergie alimentari.

Per ulteriori informazioni o per fissare un appuntamento, non esitare a contattare il nostro poliambulatorio. Il 15 FEBBRAIO c’è la GIORNATA DELL’ALLERGOLOGIA, un’occasione per effettuare visita e test a condizioni vantaggiose: scopri di più qui o chiamando il numero 06 6228 9932

Se invece vuoi scrivere anche tu alla Dottoressa Ricci specializzata in Allergologia, puoi farlo inviando una mail all’indirizzo allergologia@oismedical.it

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