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La Psicologia a sostegno dei genitori

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Sara Bruno
Una Guida per genitori consapevoli

La genitorialità è uno dei compiti più impegnativi e gratificanti che una persona possa intraprendere: crescere e nutrire una nuova vita comporta una serie di sfide uniche, che possono variare da famiglia a famiglia. La psicologia offre un ampio ventaglio di risorse e pratiche che possono sostenere i genitori nel loro percorso, aiutandoli a sviluppare relazioni più forti con i propri figli e a promuovere lo sviluppo sano e felice dei bambini. In questo articolo, esploreremo brevemente tre dei numerosissimi ambiti in cui la psicologia può diventare un valido sostegno all’esperienza della genitorialità.

 

La Gestione del comportamento dei figli

Perché la psicologia è così rilevante per i genitori? La risposta è semplice: la psicologia ci fornisce una comprensione approfondita del comportamento umano, dell’apprendimento, delle emozioni e della relazione tra genitori e figli. Questa conoscenza può essere uno strumento potentissimo per i genitori che desiderano affrontare sfide comuni come il raggiungimento di una comunicazione efficace con i propri figli e la promozione della loro crescita emotiva e cognitiva. Uno degli aspetti più significativi della genitorialità è la gestione del comportamento dei figli: la psicologia offre una serie di approcci basati su evidenze scientifiche che aiutano i genitori a sviluppare strategie efficaci per gestire, ad esempio, eventuali comportamenti che si rivelassero problematici.

Ad esempio, l’approccio del rinforzo positivo insegna ai genitori a riconoscere e premiare i comportamenti desiderati così da aumentare le probabilità che quei comportamenti virtuosi si ripetano; questa tecnica, che associa una lode, un premio, un regalo, una gratificazione, quando il bambino o il ragazzo adottano un buon comportamento o raggiungono un obiettivo, è molto utilizzata nell’ambito dell’educazione ma la psicologia ci insegna a modularla e metterla in pratica nella maniera corretta. È importante infatti sapere che il rinforzo positivo ha i suoi limiti: non tutti i comportamenti possono essere rinforzati positivamente, eccessivi elogi o ricompense possono portare una dipendenza eccessiva dall’esterno per la motivazione e a una mancanza di iniziativa e passione personali.

Diverso è l’approccio delle conseguenze logiche, una strategia educativa utilizzata in psicologia comportamentale e nell’educazione dei bambini. Questo approccio si basa sulla teoria secondo cui i comportamenti indesiderati possono essere modificati attraverso l’applicazione di conseguenze direttamente correlate al comportamento stesso. Si mira, insomma, a insegnare ai bambini la connessione tra le loro azioni e le conseguenze che ne derivano così da far germogliare pian piano in loro un senso di responsabilità.  Tuttavia, una volta identificato il comportamento indesiderato, è importante che i genitori stabiliscano quali conseguenze naturali e logiche sono associate a quel comportamento: le conseguenze dovrebbero essere dirette, correlate al comportamento stesso e non punitive.

Inoltre, è fondamentale comunicare chiaramente al bambino quali saranno in anticipo le conseguenze logiche del suo comportamento indesiderato. Questo offre al bambino la possibilità di fare una scelta consapevole. Così come è importante applicare le conseguenze logiche in modo coerente e prevedibile, per aiutare il bambino a comprendere le regole e le aspettative, rendendo il processo educativo più efficace.

Anche se l’approccio delle conseguenze logiche è efficace in molte situazioni, è essenziale essere flessibili e adattabili alle esigenze individuali dei bambini. Non tutti i comportamenti possono essere gestiti con conseguenze logiche, e in alcune situazioni potrebbe essere necessario utilizzare altre strategie educative: l’educazione dei bambini è un processo complesso che richiede un equilibrio tra diverse strategie educative, comprese l’empatia, la comunicazione e il sostegno emotivo. La psicologia comportamentale offre una guida preziosa su come applicare queste strategie in modo efficace.

 

La Comunicazione efficace

La comunicazione è fondamentale in ogni momento delle nostre giornate e in qualsiasi relazione umana intendiamo instaurare con il prossimo, ma nei rapporti genitori-figli il riuscire a parlare, ascoltare, capire e capirsi, diventa qualcosa di vitale. La psicologia ci offre preziose indicazioni su come comunicare in modo efficace con i nostri figli: ad esempio, l’ascolto attivo è una tecnica che implica di ascoltare attentamente ciò che il bambino sta dicendo, riflettere i suoi sentimenti e porre domande aperte per stimolare la discussione con lui o lei.

Ecco una descrizione dettagliata della tecnica dell’ascolto attivo:

  • Attenzione completa: L’ascoltatore si concentra completamente sulla persona che sta parlando. Questo significa eliminare le distrazioni, come il telefono oi pensieri personali, e dedicare l’attenzione totale all’altro.
  • Comunicazione non verbale: L’ascoltatore utilizza la comunicazione non verbale per dimostrare il suo coinvolgimento e interesse nella conversazione. Questo può includere il mantenimento del contatto visivo, il porgere l’orecchio in modo attento, l’uso di espressioni facciali appropriate e gesti come l’annuire per mostrare comprensione.
  • Espressioni di incoraggiamento: L’ascoltatore utilizza espressioni verbali e non verbali per incoraggiare il parlare a continuare a condividere i suoi pensieri e sentimenti. Questo può includere frasi come “Capisco”, “Va bene”, “Prosegui” o semplicemente il sorriso rassicurante.
  • Riflessione: L’ascoltatore riflette i sentimenti e le parole del parlante per dimostrare comprensione e per consentire al parlante di esplorare i suoi pensieri in modo più approfondito. Ad esempio, se il parlante dice: “Mi sento molto stressato a lavoro”, l’ascoltatore potrebbe rispondere: “Capisco che ti senti molto stressato a causa del lavoro”.
  • Domande aperte: L’ascoltatore fa domande aperte per incoraggiare il parlare ad esplorare ulteriormente i suoi pensieri e sentimenti. Queste domande iniziano spesso con “Cosa”, “Come”, “Perché” e richiedono risposte più dettagliate rispetto alle domande chiuse, che possono essere semplici risposte affermative o negative.
  • Parafrasi: L’ascoltatore ripete, semplifica o parafrasa ciò che il parlante ha detto in modo da chiarire che la comprensione è avvenuta e dimostrare che sta seguendo attentamente la conversazione.
  • Empatia: L’ascoltatore mostra empatia verso il parlante, riconoscendo e rispettando i suoi sentimenti e punti di vista, anche se non li condivide necessariamente.
  • Sospensione del giudizio: L’ascoltatore evita di giudicare o criticare il parlante. L’obiettivo è creare un ambiente sicuro in cui la persona possa esprimere liberamente i suoi pensieri e sentimenti senza paura di essere giudicata.

L’ascolto attivo è una tecnica efficace per migliorare la comunicazione, sviluppare relazioni più forti e aiutare le persone ad esplorare i loro problemi e sentimenti in modo più approfondito. Può essere utilizzato in contesti terapeutici, nelle relazioni personali, nella gestione dei conflitti e in molte altre situazioni in cui la comunicazione efficace è importante.

Vanno però prima di tutto specificate due cose sulla comunicazione in ambito familiare. Primo, che la comunicazione all’interno del nido è determinata in maniera eclatante dall’atmosfera che si crea all’interno di essa. È impossibile aprire il proprio cuore senza prima assicurarsi che ci sia un clima di apertura, comprensione e solidarietà reciproche, e questo principio vale per tutti i membri della famiglia. Quando manca la reciprocità, i dialoghi si trasformano in tristi monologhi che chiudono ogni componente nella sua bolla e lo allontanano dagli altri.

Secondo, che il dialogo non si limita alla mera conversazione armoniosa, ma comprende anche il confronto e persino gli scontri. Il conflitto, se affrontato come un percorso alla ricerca della verità e come una scoperta del valore delle differenze, rappresenta una delle esperienze più significative per la crescita e l’educazione di ciascun individuo all’interno della famiglia. Pertanto, il dialogo non può mai diventare una routine. La comunicazione non è mai scontata, semplice o accomodante; al contrario, richiede una costante tensione, sforzo, impegno e responsabilità. Non è immune da fallimenti o dalla consapevolezza che spesso sussiste un divario tra le aspettative e la realtà, tra il nostro modo di sentire e quello di generazioni più giovani.

In sostanza, amarsi reciprocamente non garantisce un successo immediato, ma è il presupposto da cui partire e il motivo per tentare ogni giorno di intraprendere la strada migliore per raggiungersi l’uno con l’altro.

Pertanto, in famiglia, più che altrove, si sperimenta la capacità di perdonare reciprocamente di fronte alle difficoltà comunicative che possono emergere. È importante notare che tutte le tecniche analizzabili in relazione alla comunicazione sono solo strumenti a disposizione per migliorarla, ma poi ogni situazione familiare è unica e deve tenere conto di molteplici fattori differenti. Tuttavia, è fondamentale comprendere, conoscere ed essere consapevoli che esiste un tipo di comunicazione che può rendere più efficace il processo, indipendentemente dai potenziali ostacoli che potrebbero presentarsi. E in tal senso, uno psicologo o una psicologa possono essere, certe volte, un aiuto insostituibile.

 
L’Importanza della Cura di Sè

La psicologia sottolinea l’importanza della cura di sè per i genitori, soprattutto per i coloro che lo sono appena diventati. L’arrivo di un nuovo membro nella famiglia è un momento di gioia e cambiamento per i neogenitori, ma può anche essere estremamente impegnativo. Tra il cambiamento delle routine, le notti insonni e l’adattamento a una vita completamente diversa, i neogenitori spesso si trovano immersi in una serie di sfide che richiedono attenzione e premura costanti.

In questo nuovo mondo di cui si imparano gradualmente le regole, è fondamentale che i neogenitori non trascurino sé stessi e riconoscano. Ma cosa si intende, veramente, per “cura di sé”?  

La cura di sé stessi è definibile come quell’insieme di pratiche e abitudini che le persone adottano per garantirsi il benessere fisico, mentale ed emotivo. Questo concetto è particolarmente rilevante per i neogenitori, che possono facilmente mettere le proprie esigenze in secondo piano mentre accudiscono il nuovo arrivato. L’equilibrio tra la cura del neonato e della propria salute mentale ed emotiva è invece cruciale per garantire la salute di tutte le parti in causa. Regalarsi un momento per sè può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, consentendo ai neogenitori di affrontare meglio le sfide quotidiane, diventare più forti e più capaci. Mantenere la propria salute fisica e mentale è essenziale per fornire il miglior ambiente possibile al neonato e rafforzare anche la complicità della coppia.

Soprattutto per le madri, poi, è importante avere uno spazio per sé visto che il corpo che ha subito e subisce notevoli cambiamenti durante e dopo la gravidanza. L’ascolto e la cura di sè aiutano la mente a recuperare più rapidamente e adattarsi alle nuove condizioni fisiche. Ecco alcune pratiche chiave:

  • Chiedere aiuto: Non esitate a chiedere aiuto a familiari, amici o professionisti della salute quando ne avete bisogno. Collaborate tra partner cercando di alternarvi per dare modo a ognuno di ricaricarsi.
  • Pianificare il tempo per Sé: Fissate degli appuntamenti con voi stessi per fare cose che vi piacciono, anche se sono solo pochi minuti al giorno.
  • Riposare: Fate del riposo una priorità quando il vostro neonato dorme.
  • Mangiare in modo sano: Una dieta equilibrata è essenziale per sostenere l’energia e la salute. Ecco perché bisognerebbe evitare il “salto del pasto”, la specialità in cui i genitori sono veri campioni!
  • Esercizio fisico: Anche brevi sessioni di attività fisica come lo yoga, la respirazione guidata, una passeggiata possono contribuire a migliorare i livelli di energia e la resistenza fisica.
  • Gestione dello stress: la psicologia può aiutare a trovare modi per gestire lo stress, come la meditazione, la respirazione profonda o l’ascolto della musica rilassante.

Prendersi cura di sé stessi non è egoismo, ma una necessità per essere genitori felici e sani. Quando i genitori sono in buona salute, possono dare il meglio ai loro bambini e creare un ambiente amorevole e appagante per tutta la famiglia.

La gestione dello stress, la ricerca di supporto sociale e l’auto-riflessione sono aspetti fondamentali dell’autocura che la psicologia promuove e che può aiutarvi a inserire nella vostra vita, individuale e di coppia.

In conclusione, la psicologia svolge un ruolo essenziale nel sostenere la genitorialità. Fornisce una comprensione approfondita del comportamento umano, della comunicazione efficace, dello sviluppo infantile e delle strategie per affrontare le sfide. I genitori consapevoli possono beneficiare enormemente di queste risorse, aiutandoli a sviluppare relazioni più forti con i propri figli e a promuovere il benessere e lo sviluppo sano dei bambini. La ricerca di supporto psicologico quando necessario è un passo importante verso una genitorialità e una vita familiare più felici.

Se sei genitore o genitrice e desideri un consulto psicologico, individuale o di coppia, riempi il modulo che trovi qui:

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